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Sono appena finiti Gli Stati Generali. Diversi annunci si stanno susseguendo. Chi è favorevole, chi contrario, chi dubbioso chi strumentalizza. Non ha importanza la fazione politica. Non importa più se è destra, sinistra o centro. Quello che importa è che si faccia qualcosa. È una questione di sopravvivenza. Questo Paese è rimasto per troppo tempo indietro adagiandosi sugli allori del Miracolo Italiano. È un paese vecchio, farraginoso. Abbiamo accumulato talmente tanto ritardo che ci vorranno anni se non generazioni per recuperare il divario che abbiamo creato.

Eravamo il Paese della piccola impresa e l'abbiamo uccisa, degli artigiani e li abbiamo fatti chiudere, il tutto per agevolare le grosse aziende. Nulla contro di loro, bastava non bruciare il nostro tessuto imprenditoriale di piccole realtà.

Oltre alla concorrenza, le imprese si devono battere anche contro uno stato. Uno stato che avversa le imprese, non le agevola, le ricatta con tasse da strozzini, uno stato che non paga le aziende fornitrici, le ostacola con una valanga di burocrazia, le taglieggia con leggi fumose e anacronistiche; un esempio, basta scaricare il Codice della Privacy italiano, un guazzabuglio. L'Europa ha emesso il GDPR, 99 articoli che filano lisci, organizzati, chiari, commentati. Noi, dovevamo solo fare il copia incolla del GDPR. Abrogare tutte le vecchie e precedenti leggi che venivano superate o inglobate e promulgare la nuova. Invece abbiamo una legge che, come al solito, riesce a complicare tutto, con richiami, rinvii, abrogazioni, eccetera. E questo è solo uno dei tanti esempi. Abbiamo ancora in vigore dei Regi Decreti!

Perché? A chi giova? Chi ne trae beneficio?

Non si può non pensare che la cosa non sia voluta, altrimenti verrebbe da pensare che i legislatori sono tutti diventati degli incapaci.

L'Italia, il popolo, il sistema produttivo, i lavoratori, le imprese e i professionisti, noi tutti abbiamo bisogno di semplificare questo Paese tanto complicato e difficile.

È ora! Non è più possibile rinviare! Siamo agli sgoccioli!

Il futuro deve essere agile, snello, rapido e veloce, altrimenti restiamo al palo. Il futuro può essere azzurro se ci svegliamo e cambiamo le cose o nero se perseveriamo e ci adagiamo sul passato o facciamo le cose a dispetto del popolo per agevolare qualche amico particolare.

L'interesse principale deve essere per il popolo non un interesse personale.

 

Categoria: Fatti Italiani
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